Semifinale Scudetto – Gara 3: Orizzonte Catania-Plebiscito Padova 12-14 d.t.r.

Il Plebiscito Padova espugna
Catania in Gara 3 della Semifinale Play-Off e conquista l’accesso alla
Finale-Scudetto di pallanuoto femminile.

Le venete hanno battuto l’Orizzonte Catania, vincendo 14-12 dopo i tiri
di rigore e ottenendo una qualificazione che, per ciò che si è visto nelle tre
partite giocate contro le rossazzurre, è certamente meritata.

Eppure la partita sembrava essere
iniziata sotto la stella giusta, poiché l’Orizzonte aveva vinto con convinzione
il primo tempo per 1-0, portandosi sul 2-0 all’inizio della seconda frazione. A
quel punto si è spenta la luce e le ospiti hanno clamorosamente ribaltato il
risultato, vincendo proprio il secondo tempo per 4-2. Padova prova a scappare
nel terzo tempo, vincendolo 3-2, e nell’ultima frazione si porta addirittura
sul 9-6. L’Orizzonte Catania però cerca di reagire e riesce ad acciuffare il
9-9. Si va alla lotteria dei tiri di rigore e la spunta Padova, che ne segna
cinque su cinque e vola in finale.

Questo il commento del General Manager della società rossazzurra dopo l’eliminazione
in semifinale:
“Sull’epilogo inaspettato della stagione – dice Giuseppe La Delfa – preferisco
non dire nulla, perché il risultato si commenta da solo. Di sicuro ci
prenderemo qualche giorno e poi ci vedremo con il Presidente e con Martina Miceli,
per fare le valutazioni sul futuro e su ciò che è venuto fuori nell’ultimo mese
e mezzo. Ognuno certamente si farà un esame di coscienza, a maggior ragione
perché siamo abituati a prenderci le responsabilità di ciò che facciamo, a
partire dal sottoscritto. Sicuramente da questo punto di vista più di qualcosa
è andato storto e, come succede sempre in un’azienda, certe cose verranno
riviste e qualcuno ne farà le spese. Al contrario di quanto accade in altri
sport e in molte situazioni come queste, nelle quali la prima cosa da mettere
in discussione è l’allenatore, da noi invece proprio l’allenatore e il capitano
sono le uniche certezze dalle quali ripartire per qualsiasi tipo di programma.
Tutto il resto è da valutare attentamente ed è suscettibile di cambiamenti. In
questo momento sono di un umore tale da pensare di fare anche un passo
indietro. Lo dico con grande sincerità, perché il Presidente mi aveva messo
nelle condizioni migliori per provare a fare una squadra importante e pensavo
di esserci riuscito. Invece probabilmente o ho sbagliato giocatori per i
programmi che avevamo o ho sbagliato programmi per i giocatori che avevamo. Abbiamo
fallito ed è giusto che anch’io paghi il prezzo che serve, perché non è
opportuno che le colpe vengano scaricate su altri e di certo ognuno deve prendersi
le proprie responsabilità. Io lo farò sicuramente”.

Ecco anche il commento del coach dell’Orizzonte Catania nel
dopo-partita
:“E’ una sconfitta
che brucia tanto – dice Martina Miceli –
, perché avevamo tutte le carte in regola per giocarcela fino in fondo, anzi
forse sulla carta eravamo pure più forti degli altri. Però evidentemente  questo non conta, magari a volte è meglio
essere un po’ più scarsi e giocare con il sangue agli occhi tirando fuori
qualcosa anche oltre i propri limiti. Padova lo ha fatto in tutte e tre le
partite, nelle quali è stata certamente più agguerrita di noi. Il fatto di
giocare nell’Orizzonte invece non comporta automaticamente che si abbia la
cattiveria agonistica giusta per affrontare certe partite. Sicuramente la colpa
è mia, perché questa è una cosa che purtroppo non si insegna e che magari io do
troppo per scontato che accada quando ci si gioca qualcosa di così importante. Io
e Tania, così come quelle che giocavano qui prima di noi e insieme a noi, non
ci siamo mai state a perdere nemmeno quando non c’era in palio nulla di
particolare. Però purtroppo per me era ed è una cosa naturale, che
evidentemente non riesco a trasmettere alle altre giocatrici, probabilmente perché
a me non l’ha mai insegnata nessuno e penso, forse sbagliando, che la si debba
avere dentro a prescindere. L’allenatore invece deve fare di tutto perché in
questi momenti esca il meglio, però è anche vero che se non ce l’hai dentro
alla fine non viene fuori ciò che ti attendi. La palla oggi pesava più per noi
che per loro e nel momento in cui dovevamo dare di più eravamo bloccate, paurose
e spaventate. Così com’è accaduto nelle altre occasioni, oggi abbiamo perso per
colpa nostra e non possiamo tirare in ballo nemmeno la stanchezza. Non abbiamo
alibi e non dobbiamo cercarli da nessuna parte. Tutti abbiamo sbagliato, io per
prima, perché davvero mi sento colpevole più di tutte. Mi dispiace tantissimo
per il nostro Presidente, che ha fatto tanti sacrifici per questa squadra, ma
purtroppo le ragazze non lo hanno ricambiato e tra le ragazze mi metto in mezzo
anch’io. Faremo le valutazioni del caso e cercheremo di capire cosa è meglio fare
per il futuro, prendendo in considerazione anche eventuali ridimensionamenti, perché
quando va a finire così ti rendi conto che non è giusto proprio per il nostro
Presidente. Voglio ringraziare i nostri tifosi, perché sono stati splendidi
come sempre e hanno tifato dal primo all’ultimo istante. Non siamo riusciti a regalargli
la vittoria e anche questa è una cosa che fa davvero male”.

Il Plebiscito Padova affronterà in finale la Mediterranea Imperia, che stasera
ha eliminato in semifinale le campionesse d’Italia in carica del Rapallo Nuoto.
Lo scudetto verrà assegnato al meglio delle tre partite.

 

IL TABELLINO DEL MATCH:

 

Orizzonte Catania-Plebiscito Padova 12-14 dopo tiri di rigore.

Risultato
al termine dei tempi regolamentari 9-9.

Orizzonte Catania: Ricciardi, Keszthelyi, Garibotti 1, Radicchi, Di
Mario 4 (2 rig), R.Aiello 1, V.Palmieri 1, Marletta 2, Gil, Riccioli, Dursi,
Lombardo, Zuccarello. All. Miceli.

Plebiscito Padova: Teani, L. Barzon, I. Savioli 2, Sganzerla, M.
Savioli 5, Klaassen, Verde 1, Dario 1, Rocco, Gottardo, Ratelli, Lascialandà,
Agosta. All. Posterivo.

 

Arbitri:
Colombo e Gomez

Note:
parziali 1-0, 2-4, 2-3, 4-2. Espulse Palmieri (O) e Rocco (P) per
brutalità nel quarto tempo. Uscita per limite di falli Dario (P) nel
quarto tempo. Superiorità numeriche: Orizzonte 3/10 + 2 rigori, Plebiscito 1/9.
Spettatori 500 circa.

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